Gruppi d'Acquisto Solidale - News
Nuovi modelli autunno inverno 2010-11 – Gina
luglio 2010
Vi presentiamo Gina, articolo che prende il nome di un’affezionata “gasista” di Rimini che più di altri ha sollecitato la creazione di un modello con queste caratteristiche.

Previsto in tre varianti colore (sicuri rosso e testa di moro, forse anche una variante in pelle) è caratterizzato da una forma a pianta larga, gambale alto, cerniera lato interno, suola in para e tacco 18 mm.
Tutto in concia vegetale dal sottopiede alla fodera compresa la tomaia.
Su questo articolo è prevista una collaborazione con il C.N.R. di Vigevano, al fine di ottimizzare la produzione.
Nuovi modelli autunno inverno 2010-11 – scarpa sportiva
luglio 2010
Raccogliendo idee e suggerimenti che emergono parlando con voi, alcuni modelli per il prossimo inverno hanno superato lo stadio della progettazione e sono ormai dei prototipi, non ancora definitivi e ancora senza nome (tranne uno).
Ogni articolo ha la sua particolarità anche se tutti hanno la concia al vegetale.
  
Partiamo con la scarpa sportiva alta, in pratica la versione invernale della Paride.
Per la suola non si pensava alla para ma alla mescola Ecolabel, leggera, resistente all’abrasione e biodegradabile.
Le altre caratteristiche e la lavorazione sono simili al resto della produzione Astorflex per mantenere qualità e morbidezza per cui tutta concia vegetale e forma comoda.
Non è stata fatta nessuna analisi dei prezzi e nei prossimi giorni inizieremo a verificarne i costi di produzione. Rimane da definire anche il nome per cui se qualcuno ha dei suggerimenti in merito mandi una mail (astorflex@astorflex.191.it)
Lotta contro le contraffazioni – riflessioni
luglio 2010
La giornata dedicata alla lotta contro le contraffazioni ci porta a riflettere sul significato del marchio.
Contraffare un oggetto rende molto, quando questo oggetto è molto appetibile.
Il desiderio di possedere qualcosa di valore viene attivato quasi sempre dal marchio che lo contraddistingue: anche oggetti inutili o non particolarmente di valore, timbrati con una nome altisonante diventano oggetti di desiderio. Dunque, esiste un percorso mentale che crea le condizioni affinché si giustifichino spese esagerate per ottenere quello che ci serve a soddisfare il bisogno di possedere l’oggetto firmato.
Se guardiamo le pubblicità di tutto ciò che è oggetto di culto da marchio, ci accorgeremo che il messaggio pubblicitario costruisce un’immagine dell’utilizzatore adeguata a quella costruita dal marchio. L’oggetto è medium fra l’acquirente e l’immagine che si è scelta di offrire agli altri di sè: spesso questa immagine non è il prodotto di un percorso personale di sviluppo della propria individualità, ma viene offerta già preconfezionata ed attagliata sull’oggetto da vendere più che sullo stile innato di chi lo deve comprare. Si investe moltissimo sulla costruzione del consumatore che aderisce all’immagine inventata dal marchio, piuttosto che costruire un oggetto utile a chi lo deve utilizzare.
Essendo l’oggetto spogliato dal suo valore d’uso, ed essendo caricato di simboli, è evidente che tutti coloro che sono vittime di quello stile di pensiero vogliano possederlo, anche a costo di acquistare copie perfette non potendosi permettere l’originale.
Su questo si gioca il successo delle contraffazioni. Su questo dovremo agire per liberarci dalla dipendenza da marchio e ricostruire coscienze critiche che non necessitino di artifici emotivi per presentarsi in società.
Spogliato dalla sua base soggettiva di appartenenza, l’uomo deve ricostruire un’immagine di sè per se stesso e per gli altri. Torna utile al sistema economico dargli un aiuto affinché in quella nuova immagine ci sia posto per oggetti che ne caratterizzino il significato.
Realizzato ciò, viene garantita la commercializzazione per necessità d’immagine, elemento decisivo per ottenere successo e buoni guadagni.
Dietro al percorso descritto vi è un individuo spogliato delle sue certezze, con stili di vita inadatti alla sua umanità, ma funzionali ai prodotti che deve consumare; strappato dalle radici che lo legavano alla comunità di appartenenza e lanciato verso stili globali di vita che hanno un elemento di omogeneità: sono costruiti sulle merci da consumare più che sulle individualità emotive da esaltare.
Allontanarsi dalla dipendenza dal marchio assume quindi il significato di liberazione da una schiavitù spersonalizzante e di riscoperta di elementi fondamentali della nostra umanità. Ricostruire relazioni, impegnarci con altri alla costruzione di economie diverse basate sul valore d’uso dei beni, sulla loro utilità, veicolati dal senso di solidarietà che unisce produttori e consumatori le cui sorti sono molto più collegate di quello che essi immaginano.
Dal punto di vista dei piccoli produttori, artigiani o piccole imprese, il marchio si sta rivelando elemento di ricatto e sfruttamento. Essendo l’elemento decisivo nelle transazioni commerciali e arricchendo di valore le merci, il marchio impone la propria potenza a coloro che producono in conto terzi, costringendoli ad accettare di farsi carico di responsabilità che non gli competono, sia in termini di responsabilità sul lavoro che sui costi di produzione.
In questo senso il marchio è l’elemento decisivo nella trasformazione delle nostre economie e società.
Delocalizzazione, lavoro nero, lavoro minorile, disattesa dei contratti collettivi nazionali, disimpegno dal sistema nazione che ha investito per produrre infrastrutture capaci di assistere le produzioni, cinico abbandono di maestranze formate per realizzare le merci firmate, ecc. sono le conseguenze della manifesta potenza multinazionale del marchio.
Come contrastare questa deriva?
Ricostruendo il senso di responsabilità fra sistema di acquisto e sistema produttivo.
Rifondando il valore dei beni scambiati dando significato al loro valore di soddisfacimento di necessità reali e non di falsi miti.
Le aziende artigiane o le piccole imprese sono beni comuni del territorio che veicolano il diritto al lavoro come bene primario. Dare valore a questo percorso significa ritornare a pensare al territorio come intreccio di responsabilità e solidarietà, in cui ogni individuo si sente elemento capace di responsabilità civile e le aziende di responsabilità sociale.
Ne otterremo un salto di qualità notevole nelle nostre vite, oltre al fatto che avremo combattuto le contraffazioni con l’unico sistema sicuro: non averne bisogno.
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Adesivi all’acqua
giugno 2010
Il percorso iniziato nella scorsa stagione sta arrivando alla fine. Lo scopo era di eliminare, per quanto possibile, tutti gli adesivi a base solvente per sostituirli con quelli all’acqua. Questo comporta un miglioramento dell’ambiente di lavoro mantenendo inalterata la qualità dei prodotti.
Negli adesivi a base solvente la parte dannosa è data dalle esalazioni nel momento dell’incollaggio. La resina che rimane ad incollatura avvenuta è assolutamente inerte.
Questo cambiamento perchè, nonostante il rispetto delle norme e delle misure di sicurezza, rimane comunque una esposizione che se si può eliminare è meglio
In realtà gli adesivi all’acqua in questa stagione sono già impiegati nel 60% delle operazioni di incollatura ma con l’acquisto di due cabine, diversi nebulizzatori e di un forno specifico siamo pronti per produrre gli articoli invernali lasciando solo alla fase di unione del fondo la base solvente
  
XIGAS (leggi “per i gas”)
giugno 2010
Il progetto Astorflex ampliatosi nel progetto XIGAS svolge un’azione propulsiva nei confronti di altre aziende artigianali che nel momento massimo della crisi del sistema neoliberista tentano di progettare un percorso simile.
Proporsi come aziende pronte a rimettersi in gioco su valori nuovi, in sintonia col consumo critico, offrendo ai gruppi di acquisto la loro professionalità e i loro saperi, è la sfida cui si sentono chiamati.
Per fare ciò il loro messaggio deve passare con semplicita in rete e molti ci hanno chiesto di veicolarlo anche attraverso il sito di Astorflex.
Consapevoli del pericolo di promuovere un equivoco che confonde la unicità delle aziende, ribadiamo che queste pagine riassuntive hanno un valore solo di supporto alla semplificazione degli accessi: non vi è intreccio né strutturale né produttivo né organizzativo fra le aziende.
Vi è solo una fruttuosa collaborazione strategica, che tende a realizzare solidarietà su scelte di sviluppo in un’economia in cui la partecipazione avviene anche a partire anche dalle esperienze degli altri e dalla omogeneità della produzione volta al settore dell’abbigliamento.
Questa quindi è una utile vetrina ed è per questo motivo che abbiamo aggiunto alcuni articoli ” XIGAS ” nella nostra pagina prodotti.
Gigi Perinello
Etichetta trasparente
giugno 2010
Da qualche giorno è stata aggiunta la possibilità per gli utenti dei Gruppi d’Acquisto Solidale di visualizzare le etichette trasparenti dei prodotti così come promesso. Il tempo intercorso tra il “dire e il fare” è imputabile principalmente a ritardi informatici ma siamo orgogliosi di poterle finalmente esporre.
Le etichette sono visibili unicamente ad utenti registrati G.A.S.
Terra Futura – Ringraziamenti
giugno 2010
 E’ passata una settimana da Terra Futura e vorremmo ringraziare tutti coloro che ci sono venuti a trovare nel nostro stand. Che ci hanno fatto i compliementi e che ci hanno incitato a continuare sulla stada intrapresa. Che hanno voluto darci consigli e che ci hanno proposto critiche costruttive.
Ringraziamo coloro che ci hanno invitato a discutere del nostro ruolo nella nuova economia che si sta costruendo: quella dei Gas, del consumatore critico, di coloro che discutono di nuovi stili di vita.
Vorremmo poter descrivere l’entusiasmo che ci è stato iniettato in quei giorni, entusiasmo che tutti i nostri collaboratori presenti in fiera hanno percepito e che hanno riportato in azienda, a chi è rimasto a costruire le nostre scarpe. Un ringraziamento va anche a loro, oscuri protagonisti di un successo che passa attaverso le loro sapienti mani.
Alla prossima edizione
Fabio Travenzoli, Gigi Perinello e Nicola Montolli
Terraè – officina della sostenibilità
maggio 2010
Terraè – officina della sostenibilità
Il primo evento pubblico che dà a cittadini e visitatori la possibilità di reperire informazioni sui temi specifici di carattere energetico – ambientale – economico – sociale.
Finalizzato a far entrare in diretto contatto il cittadino con l’Ente Locale e i professionisti di settore.
Ideato nella consapevolezza che l’utilizzo critico delle risorse e l’attenzione per l’ambiente possano essere per il cittadino e per le Amministrazioni Pubbliche importanti opportunità per aumentare la qualità del vivere e per contribuire ad una migliore gestione del bilancio economico delle famiglie.
Il programma
Terraè – officina della sostenibilità vuole contribuire a creare una nuova coscienza, indirizzando il cittadino e le Amministrazioni verso il consumo critico delle risorse e delle merci, attraverso la promozione di nuovi stili di vita in grado di ispirare le scelte in ambito amministrativo e a livello individuale.
Terraè – officina della sostenibilità pone i suoi fondamenti nella definizione di Sviluppo Sostenibile del Rapporto Brundtland pubblicato nel 1987 della Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo (WCED):
“equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie.”
Terraè – officina della sostenibilità si pone l’obiettivo di condividere un messaggio in cui i termini sviluppo ed equità, risparmio e qualità non sono antitetici, ma si possono coniugare nell’attuazione di “buone pratiche”, nonché di diverse forme di consumo e produzione.
Terraè – officina della sostenibilità si propone di dimostrare che agire concretamente per uno sviluppo sostenibile è non solo vantaggioso per l’ambiente, ma anche economicamente conveniente.
In Terraè – officina della sostenibilità vengono esposte alcune soluzioni tecnologiche maggiormente innovative, i progetti più significativi, i risultati di politiche energetiche virtuose;
Terraè – officina della sostenibilità prevede la realizzazione di laboratori e la presentazione di esperienze dirette dove la persona e la comunità hanno un posto di rilievo;
Terraè – officina della sostenibilità si pone l’obiettivo di organizzare manifestazioni per avvicinare il cittadino a stili di vita sostenibili.
Terraè – officina della sostenibilità vuole essere il punto di incontro per tutte le realtà che promuovono il consumo consapevole e la responsabilità sociale d’impresa.
Incontriamoci – Terra Futura 28-30 maggio 2010
maggio 2010
Appuntamento con la VII edizione di Terra Futura, mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, dal 28 al 30 maggio 2010 alla Fortezza da Basso di Firenze.
La manifestazione propone anche quest’anno un’area espositiva sempre più ampia e articolata, un ricco calendario di appuntamenti culturali, laboratori, momenti di animazione e spettacolo. Ci saremo!
Nata dall’obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta – e di farlo insieme –, l’evento mette al centro le tematiche e le “buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica e ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali, dal sistema economico all’amministrazione della cosa pubblica,… Numerose le iniziative speciali previste per l’edizione 2010: la “Borsa delle Imprese Responsabili – Green Business Meeting”, “terrafutura per la scuola”, il “Premio Architettura e Sostenibilità” e “terra futura international”.
Il tema dell’edizione 2010, individuato dai partner dell’evento, sono le “Comunità sostenibili e responsabili”, dalle quali può nascere un progetto di società capace di farci uscire diversi e davvero dalla crisi. La città è intesa in questo senso come concentrato spaziale e culturale dell’idea stessa di comunità, luogo in cui si manifestano i tre aspetti della crisi, economica, ecologica e sociale, ma anche luogo in cui è possibile costruire una alternativa al modello di sviluppo irresponsabile e insostenibile conosciuto negli ultimi decenni.
I numeri dell’edizione 2009 confermano il successo raggiunto dalla manifestazione: oltre 87.000 i visitatori, 600 le aree espositive con più di 5.000 enti rappresentati; 215 gli eventi culturali in calendario e 800 i relatori presenti.
Per info: www.terrafutura.it
Segreteria organizzativa: Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale s.c.
tel. +39 049 8726599 email info@terrafutura.it
Terra Futura 2010 è promossa e organizzata da Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale. È realizzata in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente.
In collaborazione e con il patrocinio di Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Firenze Fiera SpA e numerose altre realtà nazionali e internazionali.
Parlano di noi
aprile 2010
Ci senbra giusto segnalare quando parlano di noi, nel bene e nel male.
Questa decisione non è figlia del conosciutissimo purchè se ne parli che è distante anni luce dal nostro modo di vedere le cose tuttavia omettere questa notizia non sarebbe corretto nei confronti di chi sta visitando questo sito e sta acquistando anche sulla fiducia. Che ognuno si faccia la sua opinione
http://www.carta.org/campagne/decrescita/esperienze/consumo+critico+e+prodotti+ecocompatibili/19434
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